Nel territorio di Carmagnola, da oltre un secolo, il peperone segna il ritmo dell’economia e della cucina locale. A favorire coltivazioni di qualità un suolo sciolto e drenante, semplice da lavorare, e un clima continentale sempre meno piovoso.
Il disciplinare, voluto dai produttori della provincia di Torino riuniti dal 1998 nel Consorzio, ne definisce le caratteristiche: nessun concime chimico, parassiti contrastati con la sola lotta integrata, coltivazione circoscritta a una trentina di Comuni. Le tipologie riconosciute sono cinque, di cui quattro autoctone: quadrato (compatto e carnoso, buono crudo o al forno), lungo, nel Carmagnolese chiamato corno di bue (allungato, Presidio Slow Food, perfetto per la peperonata e ricercato dai ristoratori), trottola (sagoma a cuore, adatta a molti usi) e tumaticot (rotondeggiante, simile a un pomodoro, ottimo negli antipasti). Si aggiunge il quadrato allungato, o bragheis, unica varietà non originaria, a maturazione precoce.
La raccolta è a mano, da giugno a novembre.
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Maestro del gusto dal 2002

Consorzio del Peperone di Carmagnola