Il birrificio occupa una parte dell’antico e suggestivo ex Maglificio Bosio, un complesso industriale risalente agli anni ’60 -’70 dell’800. A pochi metri di distanza, è stato recentemente aperto il museo dedicato all’artista torinese Mario Giansone. A fare da sfondo, c’è la mole incombente della ultra millenaria Sacra di San Michele. Il birrificio ha aperto nel 2010 e i nomi delle birre si ispirano alle protagoniste dell’opera lirica, una delle passioni del fondatore. La Butterfly è una Blonde Ale (5°) dai sapori leggermente fruttati con un delicato retrogusto amaro, mentre chi preferisce le “rosse” trova la Carmen (6,2°) dove il dolce e l’amaro trovano un giusto equilibrio. Non fatevi spaventare dalla Valchiria: è una Weizel (5°) dal corpo leggero e dal basso tenore alcolico che si distingue per il gusto fruttato. Si punta sempre di più sulla stagionalità e sulla freschezza. Parte importante dell’esperienza è quella al ristorante: la birra entra in molte preparazioni dallo stinco alla tagliata. Gli hamburger hanno i nomi dei protagonisti maschili dell’opera. Così, è possibile abbinare un Figaro con un’Aida, un Don Giovanni con una Manon, un Don Pasquale con una Turandot.
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Maestro del gusto dal 2014

Birrificio San Michele