Gallina

Gallina

 

Cosa si può ancora dire di Beppe Gallina (così lo chiamano tutti, anche se lui di cognome fa Benedetto, Gallina era quello della madre)? Porta avanti, da quarant’anni, l‘attività aperta da sua bisnonna Rosa quasi un secolo fa (il centenario sarà festeggiato tra due anni), sempre fedele alla sua idea di proporre pesce fresco e sostenibile, con assoluto rispetto della stagionalità, bandendo gli allevamenti intensivi e privilegiando il pescato fresco proveniente in gran parte dal mare ligure, del tratto tra le Cinque Terre e Ventimiglia. La sua grande intuizione, in tempi in cui si parlava solo di tonno e branzino, è stata quella di proporre pesci minori o meno conosciuti (comunemente chiamati pesci poveri) come l’alalunga e la palamita, la mennola e il sarago, senza ovviamente dimenticare le classiche acciughe e sardine. Da tre anni la pescheria si è spostata di fronte all’ala dei contadini e propone a pranzo ottimi piatti gourmet da consumare in loco. Chiuso domenica e lunedì.

 

Torino