Alla scoperta delle Valli di Lanzo con i Maestri

Il nostro itinerario nel Canavese non può non includere le bellezze architettoniche, le leggende e la natura incontaminata delle Valli di Lanzo.

La Reggia di Venaria e il Parco Regionale La Mandria

Partiamo dalla zona di Mappano e Borgaro Torinese, che sono situati nelle vicinanze della Reggia di Venaria e del Parco Regionale La Mandria (Druento), a circa 15 km a Nord di Torino.

La Reggia di Venaria, sullo sfondo la Basilica di Superga

Venaria è l’unico comune piemontese (oltre al capoluogo) ad avere, sul territorio, due distinte residenze sabaude: la Reggia di Venaria (XVII e XVIII secolo) e gli appartamenti Reali di Borgo Castello ( XIX secolo), situati nel Parco Regionale La Mandria. Quest’ultimo ha un’estensione di circa 65 km quadrati, arriva quasi fino ai confini della città di Ciriè.

Il Borgo Castellofoto credits Ente gestione Parchi Reali

Il parco conserva nell’interno uno degli ultimi lembi di foresta planiziale esistenti, che un tempo copriva tutta la Pianura Padana. Diverse specie animali vivono al suo interno allo stato brado, oltre ad essere un importante luogo di nidificazione degli uccelli di passo. Fu istituito nel 1978 dalla Regione Piemonte, il primo parco regionale d’Italia. È il più grande parco cintato d’Europa, grazie al muro fatto costruire da Vittorio Emanuele II a metà dell’Ottocento. Il muro è lungo circa 30 km. Gli accessi al pubblico avvengono dagli ingressi di Ponte Verde e Tre Cancelli situati a Venaria Reale, oltre che dai cancelli di Robassomero, Druento e San Gillio.

Cosa vedere, comprare e mangiare a Mappano

I primi documenti che citano Mappano sembrano risalire al XIII secolo, quando la regione veniva definita come i fanghi o alla palude per il suo paesaggio. Il suo nome, con molta probabilità, è legato alla famiglia Amapano, proprietaria di alcuni terreni. Nel XVII secolo ci fu la bonifica del territorio e la costruzione del Naviglio da parte dei Gesuiti.

Qui trovate Caffè Alberto, una torrefazione contemporanea con un laboratorio all’avanguardia. Il caffè viene selezionata con estrema cura e i chicchi, dopo una lenta tostatura ad aria, danno vita alle miscele della casa: Pappagallo Oro, Pappagallo Rosso, Gran Club, Sublime e Miscela 1961. Tra i monodose, tra le capsule, si distinguono due Presìdi Slow Food: caffè delle terre alte di Huehuetenango e caffè selvatico della foresta di Harenna. Chiuso sabato e domenica.

Cosa comprare e mangiare a Borgaro Torinese

Attiva dal 2000 come azienda biologica per poi trasformarsi in una cooperativa agricola, ha come obiettivo la realizzazione di prodotti ecologicamente responsabili. Una scelta consapevole, quella di allevare animali selezionati alimentandoli secondo le regole del biologico e nel rispetto dei loro naturali tempi di crescita. Oltre ai polli, ai conigli e alla carne di Fassone piemontese, nel negozio troverete cacciatorini, wurstel, prosciutto cotto e crudo, tutti prodotti senza polifosfati. 
Da assaggiare: il Liriocrudo, prosciutto crudo ottenuto da suini allevati su paglia e stagionato, a Langhirano, per almeno 18 mesi.
 La cooperativa si dedica alla coltivazione biologica di verdure di stagione, che si possono acquistare in azienda (orario continuato, 9.00-19.30 dal martedì al sabato) oltre ad una scelta di formaggi biologici. È attiva anche la vendita on line, con possibilità di ritiro della spesa presso negozi convenzionati o consegna a domicilio.

Cosa vedere, comprare e mangiare a Caselle

Da Borgaro pochi km per raggiungere Caselle sulla SP501: qui le tappe sono tutte gastronomiche, dalla città all’aeroporto.

Dalla tradizione all’innovazione, senza dimenticare le ricette più classiche. La Famiglia Castelli (Livio, il figlio dei fondatori e la moglie) e i nuovi soci gestiscono questo paradiso dei dolci: oltre alla tipica pasticceria piemontese fatta da un ampio assortimento di classiche bignole e di pasticcini secchi, torte bavaresi, torte con Pan di Spagna e dolci di sfoglia. Praline e cioccolatini, i Casellesi, ispirati ai cuneesi (con cioccolato e rum, cioccolato e nocciola) hanno creato Il Pan Gindru, specialità della pasticceria: una focaccia farcita con confettura di albicocche, ispirato ad un dolce della Torino del Settecento. Orario: 8.15-12.30/16.00- 18.30; sabato e domenica 8.00-13.00/15.30-18.30. Chiuso il lunedì.

Se siete in partenza per un viaggio, all’Aeroporto di Torino-Caselle trovate alcune botteghe dove fare acquisti: all’interno, nell’atrio partenze Guido Gobino, uno dei più famosi cioccolatieri torinesi, e Rosso Rubino Enoteca, tra i paradisi dei wine lovers (a Torino in Via Madama Cristina, quartiere San San Salvario).

Se invece transitate nella zona arrivi è operativo lo spazio Piemonte in your hands che raccoglie i prodotti delle aziende aderenti ai progetti Maestri del Gusto, Torino Doc e Torino Cheese.

Cosa comprare e mangiare a Leinì

Da Caselle, imboccando la SP 10 a circa 5 km troviamo Leinì, dove incontriamo Ballesio Cioccolato: Luca Ballesio apre nel 2007 la propria attività, dopo un’esperienza in un azienda di cioccolato. I suoi gianduiotti sono prodotti seguendo l’antica ricetta, un prodotto unico, perché tagliati e incartati a mano.

Da assaggiare, La Giacometta, gianduiotto con aggiunta di granella di nocciola caramellata: la sua forma ricorda l’ampia gonna di Giacometta, sposa di Gianduja. Luca partecipa a parecchi mercatini: domenica, a Torino, nelle piazze Bodoni e Palazzo di Città. Chiuso la domenica.

Sempre a Leinì, non perdete A. Giordano Torino, azienda fondata qui nel 1897 che ha anche un negozio storico nel centro di Torino: menzione speciale ai Preferiti, realizzati con cioccolato fondente, bianco o al latte, unito alle ciliegie delle colline torinesi (Pecetto) immerse nel Maraschino. Un vero peccato di gola. Creme spalmabili (gianduia e nocciola), tavolette fondenti e al latte. Il negozio di Torino, in piazza Carlo Felice 69, è chiuso la domenica e lunedì mattina. Il laboratorio di Leinì è chiuso la domenica.

Cosa comprare cosa mangiare a San Maurizio Canavese

A pochi km da Leinì, percorrendo la SP 16, direzione Nord Ovest, troviamo il paese di San Maurizio Canavese. Qui trovate La Porporata Il Gelato in Cascina (Agrigelateria): da una vecchia cascina in aperta campagna, nasce questa realtà, naturale evoluzione dell’azienda familiare Agricola Cerettese.

Per i gelati viene utilizzato il latte fresco appena munto, niente coloranti e il riposo di almeno quattro ore della miscela, per un risultato davvero speciale. Tra i gusti classici, fiordilatte, gianduia, nocciola, crema e zabaione; tra le specialità pesca ripiena, la StracciaBella (latte e gianduiotto). Aperto dal martedì alla domenica con orario 11.00-19.30 (fino alle 23 da maggio a settembre).

Cosa vedere, comprare e mangiare a Ciriè

Lasciando il centro di San Maurizio C.se, percorrendo la SS 16 raggiungiamo il centro di Ciriè, nella provincia di Torino: la sua storia si perde nella notte dei tempi, e le sue origini pare coincidano con la presenza dei Salassi, popolazione di origine celtica.
 Diversi ritrovamenti archeologici della zona risalgono all’età imperiale romana, tra i quali vasi in terracotta e urne funerarie. Successivamente poche e frammentate informazioni storiche riguardanti Ciriè, occupata con certezza dai Marchesi di Monferrato nel 1229 e al centro di uno scambio tra i Savoia e i genovesi Doria, nel 1576.

Il centro storico di Ciriè è l’attrazione principale: il Duomo, romanico-gotico dedicato a San Giovanni Battista del quale si può ammirare il portale in cotto e opere d’arte come il Battesimo di Gesù, risalente al 1535. A Ciriè vi consigliamo una visita alla gastronomia l’Angolo del Buongustaio di Messaglia, dove potrete comporre un menu gourmet per un pranzo o una cena casalinga.

Preparazioni dell’Angolo del Buongustaio

Piatti classici e intramontabili come le zucchine in carpione (ma anche le favolose uova carpionate), la tradizione piemontese con la battuta di Fassone, paste ripiene, salatini per aperitivo.

Se volete comprare del vino, fate un salto all’Enoteca Reviglio: più di un secolo di attività alle spalle, il locale si articola su tre sale e comprende vini nazionali ed esteri, superalcolici e distillati ed eccellenze alimentari. Da provare il Ristorante Il Convivium (accanto all’enoteca), sempre opera di Giovanni, con proposte di cucina piemontese. Chiuso la domenica e il lunedì.

Cosa vedere, comprare e mangiare a Lanzo Torinese

Da Ciriè, percorrendo la SP2 si arriva a Lanzo Torinese: qui si trova il Ponte del Diavolo, simbolo di Lanzo Torinese e delle sue valli, all’interno della Riserva Naturale Ponte del Diavolo.
 Un tempo passaggio obbligato per raggiungere sia Lanzo che la pianura, fu probabilmente costruito dai Romani: per pagarne la costruzione, per circa 10 anni venne imposto un pedaggio sul vino. Fu di vitale importanza economica proprio per i pedaggi che venivano pagati, perché unica via di transito tra le Valli e la pianura.

Il Ponte del Diavolo di Lanzo Canavese

Nel 1654 venne fatta costruire una porta sopra al ponte, quando giunsero le prime voci di alcuni casi sospetti di peste in pianura: sopra l’arco erano fissate due porte di legno, che venivano chiuse ogni volta che si temeva un contagio. 
Molte leggende aleggiano su questa costruzione: la più conosciuta narra di un patto tra i lanzesi e il Diavolo. Il Diavolo si offrì di costruire il ponte a patto che, la prima anima che fosse transitata su di esso, sarebbe diventata sua per sempre. I lanzesi accettarono il patto, ingannando però il Diavolo: fecero passare per primo un cagnolino. Uno zoccolo impresso su una pietra all’inizio del ponte segna l’origine diabolica della costruzione e il suo nome.

Qui a Lanzo Torinese, merita una sosta La Capra e la Panca, azienda agricola che dal 2009 produce e vende formaggi prodotti con latte di capre che si alimentano al pascolo. Un’alimentazione più ricca di erbe e fiori per un latte del tutto differente dagli allevamenti a carattere intensivo.

La produzione è incentrata su formaggi esclusivamente caprini, freschi o più stagionati: dai tomini (diverse tipologie), per arrivare al blu di capra e alle robiole (morbide, delicate, muffettate). È possibile acquistare i prodotti presso il punto vendita aziendale: 9.30-12.30 tutti i giorni tranne lunedì e mercoledì. Il sabato è aperto anche dalle 16 alle 19.

Cosa vedere, comprare e mangiare a Mezzenile

Mezzenile, situato nelle Valli di Lanzo e fa parte della Comunità Montana Valli di Lanzo.
 Programmate una visita alle Grotte di Pugnetto, le più lunghe d’Italia: il sito è protetto dall’Unesco per la fauna ipogea endemica.

L’ingresso alle Grotte di Prugnetto

Qui a Mezzenile tappa obbligatoria per gli appassionati di cioccolato da Cioccolato Poretti: il laboratorio di Stefano Poretti produce vere e proprie opere d’arte. La produzione principale è rappresentata dalle praline: impossibile citarle tutte. Ci hanno particolarmente colpito quelle ripiene al miele e alla nocciola. La base di partenza è ovviamente un cioccolato di altissima qualità e i vari cioccolatini possono essere confezionati e creati su particolari richieste del cliente. Novità dell’anno, i Baci del conte, ovvero praline con cuore di nocciola ricoperto di cioccolato fondente. Poi ci sono i tartufi e gli immancabili gianduiotti e in stagione le uova pasquali, anche in questo caso delle vere opere d’arte.

Il presepe di cioccolato di Porettifoto credits Fondazione Faro

Merita una visita anche sotto Natale, quando Stefano costruisce un intero presepe di cioccolato, ogni anno diverso, che viene poi smontato e venduto durante un’asta benefica il giorno dell’Epifania. Aperto dal mercoledì alla domenica.

Cosa vedere, comprare e mangiare a Ceres

Due km separano Mezzenile da Ceres, percorrendo la SP1: sembra che, da una tradizione popolare, il suo nome derivi dalla dea delle messi Cerere, che è raffigurata nello stemma comunale, o dall’abbondanza sul territorio di ciliegi selvatici (ceresetum). Ceres si trova alla confluenza della Val Grande di Lanzo e la Val d’Ala, a Nord Ovest rispetto a Torino. Nel 1868 iniziamo i lavori sulla linea ferroviaria Torino-Ceres. Nel 1916 viene completata l’intera linea montana. Nel 1920 la Torino-Ceres è la prima linea ferroviaria al mondo ad adottare la trazione elettrica a corrente continua.

Al confine tra Ceres e Cantoria, si trova il Santuario di Santa Cristina: situato a circa 1350 mt sul livello del mare, è costruito sulla sommità dell’omonimo monte.

Il Santuario di Santa Cristina – foto credits Gulliver.it

Si può raggiungere tramite due sentieri: il primo parte da Ceres e il secondo da Cantoira. Entrambi i sentieri sono caratterizzati da numerosi gradini di pietra.

Cosa vedere, comprare e mangiare ad Ala di Stura

Non distante da Ceres, proseguendo l’itinerario sulla SP1 troviamo Ala di Stura: centro turistico molto frequentato, sia in estate che durante la stagione invernale, ha una seggiovia e parecchi skilift per le risalite con gli sci. D’estate è meta turistica per la bellezza dei luoghi, i suoi paesaggi, per le temperature miti. 
In frazione Mondrone si trova una cascata che si forma dalla Stura, chiamata Gorgia: dopo un primo breve salto di 10 mt, ne segue uno di 65.

Con la costruzione della ferrovia Torino-Ceres, dal 1873 che collegava direttamente Ala a Ceres, il comune divenne una stazione di villeggiatura di fama internazionale. Ala di Stura è famosa per le tante Meridiane poste sulle facciate di chiese e abitazioni private. Un insieme di itinerari tematici denominati “scoperta del tempo antico” quando il sole regolava le giornate dei valligiani e non esisteva tecnologia. Tra Ala di Stura e le sue frazioni si conta un numero molto alto di Affreschi e Meridiane d’Itali e d’Europa, circa 76 quadranti solari.

  • Cà Du Roc Formaggi di capra


Da più di quindici anni Località Pian della Pietra (situata a metà della Val d’Ala) è diventato un punto di riferimento per i formaggi di capra di qualità.
Dal 2001, Cinzia e Renata, hanno realizzato il loro sogno, cioè creare un allevamento di capre Saanen (circa 80 animali) applicando il metodo della filiera corta: produzione, trasformazione del latte, stagionatura dei formaggi e commercializzazione diretta dei prodotti (nel loro negozio o presso i mercati locali).

Le proposte sono tipicamente tradizionali: il Maggiorino o il Chevrin delle Valli di Lanzo, il Blu di capra o il nuovo Grancapra stagionato 10-12 mesi. Formaggi freschi – il Tomino savoiardo e lo Stracchinello –, latte fresco pastorizzato, yogurt e mousse dolci.
 Lo spaccio aziendale è aperto dal lunedì al venerdì dalle 16.30 alle 19.00. Nei weekend dalle 9.00 alle 12.00.

La mappa dell’itinerario nelle Valli di Lanzo

Ecco la mappa dell’itinerario nelle Valli di Lanzo con i Maestri del Gusto: trovate tutti gli indirizzi dei Ma- estri del Gusto e i luoghi da visitare a questo link.

[Itinerario da Torino WithGusto 2020, Sandra Salerno, Edizioni WithGusto di Mariachiara Montera]