Da Ivrea a Carema con i Maestri

Il Canavese è una regione storico-geografica del Piemonte che si estende tra la Serra di Ivrea, il Po, la Stura di Lanzo e le Alpi Graie, ossia tutta quella parte di territorio compreso tra Torino e la Valle d’Aosta. Terra di colline e castelli arroccati, di architettura barocca e medievale.
 Nell’itinerario dedicato al Canavese, spezzettato in diverse zone, vi segnaliamo alcune delle escursioni più interessanti, tra monumenti e bellezze naturali, per un’immersione a 360° sulla tradizione e la cultura piemontese di questa zona, oltre ad un approfondimento sulla tradizione enogastronomica.

Ivrea è città industriale patrimonio dell’Unesco: qui è nata e ha avuto sede una delle più famose aziende italiane nel mondo, l’Olivetti.
 I dintorni di Ivrea meritano una visita non solo per le bellezze naturalistiche, ma anche per arrivare a Carema, una delle terre del Nebbiolo.

Cosa vedere a Ivrea

Una volta in città, visitate il Laboratorio Museo Tecnologicamente: sono esposte le macchine da scrivere, i calcolatori e i personal computer che hanno fatto grande l’Olivetti e scritto la sua storia. Per tutti gli amanti del design industriale, ma non solo. Proseguite per l’(Ex) Hotel La Serra, un edificio futuristico progettato alla fine degli anni Sessanta, una delle costruzioni che meglio rappresenta il lavoro di Olivetti e il suo genio: ha la forma di una grande macchina da scrivere, con 55 microabitazioni, un centro congressi, una piscina. Poco fuori, potete fare una pausa rinfrescante al Lago Sirio: il lago è balneabile, ci trovate molti posticini carini per mangiare o bere un aperitivo.

Cosa comprare e mangiare a Ivrea

L’azienda ha sede nel centro storico di Ivrea. La produzione di miele inizia nel 1976 con i primi cinque alveari. Praticano il nomadismo spostando gli alveari, in base alle fioriture, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, fino a Valprato Soana, Noasca e Ceresole Reale per la produzione.
La produzione dell’Apicoltura canavesana è caratterizzata da luoghi salubri per il posizionamento delle arnie e sostenibilità ambientale: così producono miele di tiglio, flora alpina e rododendro. La collaborazione con gli apicoltori siciliani consente la produzione di miele di agrumi. E ancora miele di acacia, castagno, melata di bosco e tarassaco tra i più aromatici.
 Inoltre producono prodotti per la pulizia e il benessere creme corpo, bagno schiuma, polline e propoli.

Grande famiglia di vignaioli quella dei Ferrando. Il padre, Luigi, per aver scommesso (più di cinquant’anni fa) sulle potenzialità dei suoi vigneti di nebbiolo al confine con la Valle d’Aosta, per pro- durre il Carema, e ai suoi figli, Roberto e Andrea perché continuano la sua opera.
 Qui potete assaggiare due vini che sono capolavori: il Carema Etichetta Bianca, con profumi che vanno dal balsamico al tabacco e sentori speziati e l’Etichetta Nera, un vino sontuoso, che deve essere lasciato invecchiare perché si esprima al meglio. Grandi interpreti anche dei vini bianchi, da vitigno Erbaluce: provate l’Erbaluce di Caluso La Torrazza, piacevole acidità e belle note minerali e poi il Cariola, più complesso, tutto frutto e sapidità.

Un grande amore per il territorio, quello di Manuela Malvasio: un lavoro importante a Milano, presso la Maison Chanel. La mancanza del suo Canavese, del paesaggio, delle tradizioni la fanno tornare e ridare vita all’attività dei suoi genitori. Un laboratorio dove lavora il cioccolato con proposte uniche e inimitabili. Ad esempio i Tastini Olivetti (dei cremini con immagini di macchine da scrivere e pubblicità dell’Olivetti) – in memoria del grande uomo e della grande fabbrica che fu.
 I Pavè, cubetti di cioccolato che rimandano al porfido delle strade di Ivrea; i Cichet con ripieno di Erbaluce di Caluso Passito e altri liquori locali, e molti altri prodotti. Vendita all’ingrosso e al dettaglio.

A circa 9 km da Ivrea c’è Pavone Canavese, dove ha sede

Una storia di famiglia, quella della Cascinassa: oltre all’allevamento di capre da latte, suini e bovini di razza piemontese, qui producono formaggi caprini e di salumi, rispettando però il ritmo delle stagioni. Da aprile a novembre trovate i formaggi di capra freschi (tuma frola, tomini, anche sott’olio) e stagio- nati: ottimi la tuma grisa e la toma a caglio vegetale, ma anche yogurt e ricotta.
Durante la stagione fredda, avviene la produzione dei salumi: coppa, lardo, salame d’la doja, salampatata per citarne alcuni. La Cascinassa è anche agripasticceria.
 Vendita presso la sede, venerdì e sabato (9-17) e al mercato dei produttori di Ivrea (primo e terzo sabato del mese).

Cosa vedere a Montalto Dora

Da Pavone Canavese andiamo a Montalto Dora, circa 12 km in auto passando per Via Cantone Getto e la SS 26 della Valle d’Aosta: qui si erge il Castello di Montalto Dora, che si staglia all’orizzonte a 405 metri di quota sul monte Crovero. Si rispecchia nel Lago di Pistono nell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, risale alla metà del XII secolo.

Il Lago di Pistono si è formato (come anche gli altri 4 laghi della regione) da una conca lasciata dal ritiro di un ghiacciaio del Pleistocene. È circondato da un itinerario immerso nella natura, percorribile sia a piedi che in bicicletta. In una locanda situata sul lato est è possibile noleggiare piccole imbarcazioni a remi.
A poca distanza dal Lago Pistono troviamo le Terre Ballerine, una curiosa conformazione del terreno: se ci si cammina sopra la terra sembra muoversi e gli alberi iniziano a tremare.

Cosa mangiare e comprare a Montalto Dora

Paolo Pitti coltiva antichi grani in terreni di proprietà, senza trattamenti chimici. I grani sono raccolti e macinati in un piccolo mulino a pietra nel laboratorio della pasticceria, per avere la sicurezza della qualità delle farine utilizzate per realizzare la produzione; una scelta quasi certosina sui prodotti utilizzati. Con gli ingredienti selezionati, Paolo Pitti prepara pasticcini, torte, bignole, biscotti, ma anche praline, cioccolatini, tavolette di cioccolato.

Verso Borgofranco d’Ivrea

Borgofranco d’Ivrea si inserisce nel percorso della Via Francigena Piemontese, nella parte canavesana, con Montalto Dora e Ivrea.
 Caratteristici della zona i Balmetti, cavità naturali della montagna adattate nei secoli a cantine naturali dagli abitanti del luogo, dove vengono conservati alimenti e vini.

Prima di arrivare, fate due deviazioni: la prima è a Bollengo per acquistare le delizie di Cascina Dell’Allaas, dove vendono carne, salumi, latte fresco e formaggi) da non perdere il salame cotto, la mocetta, il Salampatata.

La seconda è a Chiaverano, dove trovate Terre Sparse, azienda agricola di frutta e vini: qui Diego e Franca Trompetto con il figlio Matteo hanno iniziato la loro attività recuperando alcuni terrazzamenti abbandonati sulla Serra Morenica, nella zona dei Cinque Laghi. All’inizio piccoli alberi da frutto e viti, poi dal 2009 i laboratori di produzione di confetture classiche (mirtilli, lamponi, albicocche, mele), succhi di frutta, antipasti. Grazie al contributo del figlio Matteo, laureato in viticoltura ed enologia, producono Canavese Rosso e Canavese Nebbiolo da vitigni locali come il Neretto, la Slarina e altri. Spaccio aziendale in Via Chiaverano 21 a Cascinette d’Ivrea, il giovedì e venerdì dalle 15 alle 19.30.

Cosa comprare e mangiare a Borgofranco d’Ivrea

Due furgoni Volkswagen attrezzati con il forno a legna: un vero street food itinerante quello di Marco e Alessandra. Sui loro food truck preparano specialità locali, le Miasse, un piatto tradizionale della zona tra l’Alto Canavese e la Valle d’Aosta. In sostanza si tratta di una specie di piadina sottile prepa- rata con farina di mais coltivato localmente e acqua: viene cotta poi su piastre roventi appoggiate sul fuoco vivo, farcite con prodotti della tradizione e a km zero. Tra gli altri il famoso Salampatata canavesano (un salume cremoso di suino preparato con patate lesse, lardo, pancetta e spezie), il Salignun valdostano, una crema di ricotta fresca con erbe alpine, ma anche tome d’alpeggio, salame di Turgia (fatto con carne di vacca che non produce più latte). Informazioni sugli itinerari sulla pagina FB dei Farinel.

Cosa vedere a Settimo Vittone

Proseguendo verso Settimo Vittone, troviamo il Battistero di San Giovanni e Pieve di San Lorenzo: il complesso paleocristiano a pianta ottagonale della Pieve di San Lorenzo e del battistero è una delle vestigia più antiche del Canavese. Viene annoverato tra i principali esempi di architettura “preromanica” del Piemonte, risalente alla seconda metà del IX secolo. Una tappa importante per i viaggiatori e i pellegrini che si spostavano lungo la Via Francigena. Merita una deviazione anche per ammirare gli affreschi realizzati in epoche diverse (tra il XII e il XV secolo). Il FAI (delegazione di Ivrea e Canavese) ha in carico la gestione della promozione e la valorizzazione del luogo. Info sul sito FAI.

Cosa mangiare e comprare a Settimo Vittone

Circa quindici anni fa Jari e Alice hanno deciso di trasformare in formaggio il latte delle loro pezzate valdostane, ma è dai primi del Novecento che la famiglia Nicoletta si dedica all’allevamento bovino. Le pezzate valdostane sono vacche adatte a terreni scoscesi e con pendii importanti e possono pasco- lare agilmente negli alpeggi della zona.
Con il loro latte Jari e Alice producono yogurt, burro, ricotta. Tra gli stagionati le tome Rovarnerina in onore dell’alpeggio Rovarnero, il Grinch, formaggio a pasta dura stagionato 18/24 mesi.
I prodotti si possono acquistare presso lo spaccio aziendale (8.00-12.00 e 16.00-19.00 tutti i giorni escluso mercoledì e domenica) nei mercati di Rivarolo (mercoledì), Castellamonte (venerdì), Pont Saint Martin (sabato) e Ivrea (primo e terzo sabato del mese).

Ultima tappa. Carema, terra del Nebbiolo

Da Settimo Vittone si prosegue verso Nord, a Carema, terra di Nebbiolo, un vino molto importante per questo territorio.

Vi consigliamo una visita qui

Vigneti eroici, vignaioli altrettanto eroici, che nel 1960 fondarono la Cantina produttori di Nebbiolo Carema per salvaguardare il territorio e le vigne tra Piemonte e Valle d’Aosta. All’inizio una quindicina di soci, ora sono più o meno una settantina: 19 ettari di area vitata, le vigne sono tutte tra Settimo Vittone e Carema, a un’altitudine che varia da 350 a 700 mt.
Un territorio molto speciale che regala vini altrettanto unici come il Carema base, acido e minerale, il Riserva Etichetta Bianca (quattro anni di invecchiamento in legno). Un rosato, il Tournet (nebbiolo e vitigni locali), sapidità e frutti rossi, il Metodo Classico Villanova da sole uve nebbiolo, un rosé dalla bella beva.

La mappa dell’itinerario da Ivrea a Carema

Ecco la mappa dell’itinerario da Ivrea a Carema con i Maestri del Gusto: trovate tutti gli indirizzi dei Maestri del Gusto e i luoghi da visitare a questo link.

[Itinerario da Torino WithGusto 2020, Sandra Salerno, Edizioni WithGusto di Mariachiara Montera]